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I MALAVOGLIA di Giovanni Verga

I Malavoglia di Giovanni VergaTitolo: I Malavoglia
Autore: Giovanni Verga
Genere: Romanzo
Pagine: 304
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In breve:
Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza; ce n’erano persino ad Ognina, e ad Aci Castello, tutti buona e brava gente di mare, proprio all’opposto di quel che sembrava dal nomignolo, come dev’essere. Veramente nel libro della parrocchia si chiamavano Toscano, ma questo non voleva dir nulla, poiché da che il mondo era mondo, all’Ognina, a Trezza e ad Aci Castello, li avevano sempre conosciuti per Malavoglia, di padre in figlio, che avevano sempre avuto delle barche sull’acqua, e delle tegole al sole. Adesso a Trezza non rimanevano che i Malavoglia di padron ‘Ntoni, quelli della casa del nespolo, e della Provvidenza ch’era ammarrata sul greto, sotto il lavatoio, accanto alla Concetta dello zio Cola, e alla paranza di padron Fortunato Cipolla.

Le burrasche che avevano disperso di qua e di là gli altri Malavoglia, erano passate senza far gran danno sulla casa del nespolo e sulla barca ammarrata sotto il lavatoio; e padron ‘Ntoni, per spiegare il miracolo, soleva dire, mostrando il pugno chiuso – un pugno che sembrava fatto di legno di noce – «Per menare il remo bisogna che le cinque dita s’aiutino l’un l’altra.»

Diceva pure: – Gli uomini son fatti come le dita della mano: il dito grosso deve far da dito grosso, e il dito piccolo deve far da dito piccolo.

E la famigliuola di padron ‘Ntoni era realmente disposta come le dita della mano.

In libro:
Il primo romanzo verista. I Malavoglia, pubblicati nel 1881, sono il primo romanzo appartenente all’incompiuto ciclo dei Vinti e di conseguenza il primo, tra i romanzi di Giovanni Verga, ad adottare la tecnica verista dell’eclisse del narratore.

Una famiglia di Aci Trezza. Il romanzo è ambientato in un paesino del Catanese, alle falde dell’Etna: Aci Trezza. Siamo negli anni immediatamente dopo l’Unità d’Italia in un borgo che è estrema periferia del Paese. La famiglia protagonista è quella dei Toscano, alla quale è affibbiato un soprannome, com’era consuetudine nel Meridione: per antifrasi è chiamata “Malavoglia”, in opposizione al carattere laborioso dei suoi membri. Il patriarca è Padron ‘Ntoni che vive con il figlio Bastianazzo, la nuora “la Longa” e i cinque nipoti. Gli “umili”, di manzoniana memoria, con Verga diventano gli “ultimi”, cioè il gradino più basso della scala sociale, una parte di mondo dove non esiste riscatto, ma solo immobilità e accettazione rassegnata del proprio destino…

Leggi anche: Riassunto, analisi e commento del romanzo

Leggi anche: Riassunto del romanzo

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