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LA CHIAVE DI DANTE di G.L. Barone

La chiave di danteTitolo: La chiave di Dante
Autore: G.L. Barone
Pagine:
Genere: Romanzo, Thriller
Edizione: Newton Compton Editori
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In breve:
Il telefono squillò.
L’uomo aprì gli occhi lentamente e in un primo momento faticò a riconoscere la stanza in cui si trovava.
Il trillo, intanto, era sempre più insistente. Da lontano e sommesso era diventato forte e chiaro, come un punteruolo che si incuneava nel suo cervello.
«Pronto», balbettò con la bocca impastata che sapeva ancora di alcol.
«Signor Cassini, è la reception», rispose una voce educata in un italiano perfetto.
Lo specchio barocco contornato in oro, la tappezzeria rossa e beige, il soffitto alto sei metri: adesso tutto cominciava ad apparire più familiare. Era nella suite Imperiale dell’hotel Ritz. Stava sdraiato nello stesso letto a baldacchino che la sera precedente aveva diviso con… la ragazza dallo strano braccialetto… come aveva detto di chiamarsi?
«Professore, ci aveva dato disposizioni precise», continuò la voce dall’altro capo del telefono. «Ci aveva chiesto di svegliarla alle 9 in punto».
Manuel Cassini si mise seduto sul letto. Con i piedi nudi sfiorò appena il tappeto. «Grazie», sussurrò con un filo di voce. In quel momento, la testa gli girava come se si fosse scolato un’intera cassa di Dom Pérignon. Almeno era quello che pensava, visto che non aveva l’abitudine di bere molto e non ricordava di essersi mai sentito tanto spossato.
Si alzò in piedi a fatica e barcollando raggiunse lo scrittoio accanto a una delle quattro finestre. Scostò la tenda della finestra e un filo di luce grigia proveniente da Place Vendôme illuminò il marmo del pavimento.
Dopo il restauro del 2013, quella era tornata a essere una delle suite più costose d’Europa. Per una notte potevano essere necessari tra i ventimila e i trentamila euro. Ma Cassini non aveva pagato nemmeno un centesimo; cinque giorni prima gli era arrivata un’email da un dominio che lo aveva incuriosito: polomuseale.firenze.it.
Era stata spedita dal soprintendente dei musei fiorentini, Andrea Cavalli Gigli. Lo conosceva da diversi anni ma era da molto che non si sentivano.
Ancora spossato, girò su se stesso e tornò a sedersi sul letto, tra le lenzuola di lino e il copriletto orlato in oro. Sul comodino laccato in stile Luigi xvi, accanto al telefono, c’era la copia dell’email, stampata sulla carta intestata dell’università:

O voi ch’avete li ‘ntelletti sani,
mirate la dottrina che s’asconde
sotto ‘l velame de li versi strani.

Il libro:
La storia ha inizio con quello che apparentemente sembra essere un suicidio: il Monsignor Claude de Beaumont, curatore dei Musei Vaticani, si è gettato nel vuoto. L’ispettore Sforza avrà l’incarico di indagare su questa vicenda particolare che mano a mano rivelerà uno scenario sempre più articolato e complesso. Non si tratta di suicidio e il Monsignor non sarà purtroppo nemmeno l’unica vittima di una partita giocata da diversi attori, spinti da motivazioni e interessi molto differenti.

Cosa ha scatenato l’inizio di tutto? Un enigma nascosto nelle opere di Botticelli, Leonardo e Raffaello, che la Chiesa per ottocento anni ha cercato di celare ed una nuova tecnologia di Brain Control che permette di mappare il cervello per registrare tutte le esperienze sensoriali, da fare rivivere ad altre persone.

G.L. Barone propone un romanzo sicuramente ben scritto e con basi storiche solide ed affascinanti, ma una trama decisamente troppo articolata e continui salti temporali e di luogo lo rendono però un po’ difficile da seguire.
La caratterizzazione dei personaggi è inoltre forse un pò troppo eccessiva: le donne sono tutte bellissime e intriganti e gli uomini molto colti o molto ricchi o davvero cattivi. Un romanzo che non ci ha convinto.

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