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IL QUADRO MAI DIPINTO di Massimo Bisotti

Il quadro mai dipintoTitolo: Il quadro mai dipinto
Autore: Massimo Bisotti
Genere: Filosofia
Pagine: 221
Editore: Mondadori
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In breve:
Dovrà capitare prima o poi che due anime selvatiche, che non vogliono sentirsi strette da nessuno né chiuse agli angoli del mondo e che si amano abbastanza da non scappare né inseguire, si fermino a comprendere che completarsi è questo.
È chiudersi all’aperto sapendo che a nessuno dall’esterno sarà permesso entrare dentro.
Si può rischiare di restare insieme tutta la vita così, senza che sia una minaccia ma solo un sublime stato di grazia e di strafottente e imbarazzante felicità.

Il libro:
Patrick è un insegnante e un pittore con l’ossessione per la perfezione. In una mattina di giugno entra per l’ultima lezione nella sua aula dell’Accademia di Belle Arti. E pronto a lasciare Roma per ripartire da zero a Venezia, città fatta d’acqua e d’incanto. Torna a casa e prima di partire decide di andare in soffitta per dare un ultimo sguardo al quadro che ritrae la donna che ha molto amato, la donna il cui ricordo porta sempre con sé. Ma, quando scopre la tela, la vede vuota: la donna sembra avere abbandonato il quadro. Sgomento, Patrick copre nuovamente il dipinto. In fretta e furia abbandona la soffitta e Roma, e corre all’aeroporto. Durante il volo, però, batte la testa e all’arrivo si ritrova confuso, non riesce a ricordare bene il motivo per cui è partito. Ma in tasca ha un biglietto con un indirizzo e un nome: “Residenza Punto Feliz”. Si recherà là e troverà una nuova e strana famiglia pronta ad accoglierlo. Miguel, il proprietario della pensione, uno spagnolo saggio cui è facile affidarsi; Vince, gondoliere con il cuore spezzato da un amore andato male; e il piccolo Enrique, curioso ed entusiasta come solo i bambini sanno essere. La nuova vita di Patrick scorre tra amnesie e scoperte, finché a una festa incontra Raquel e non ha dubbi: è lei, la donna che è fuggita dal suo quadro.

Fare rientrare Il quadro mai dipinto nel genere Romanzo è decisamente azzardato. Il libro manca di trama, di eventi; è un susseguirsi di dialoghi e riflessioni infinite, certo in diverse location e tra diversi personaggi, ma sempre e solo sui temi dell’amore e dell’accettazione di se stessi. Più che un Romanzo, si potrebbe più propriamente definire un trattato filosofico.

Dialoghi a volte veramente improbabili: come quello del protagonista Patrick con un ragazzino di 9 anni, sempre ovviamente sul tema dell’amore, paragonato nel caso particolare ad un uragano con un linguaggio articolato, tutt’altro che semplice e quindi inadeguato all’età dell’interlocutore.
Dialoghi tenuti vivi da interminabili e complicati giri di parole che alla fine fanno smarrire il lettore e rischiano spesso di perdere proprio di senso: non si capisce più se si sta assistendo ad un confronto tra due personaggi o se invece è semplicemente una raffica di sentenze di senso compiuto disgiunte tra loro.

Tra un dialogo e l’altro poi c’è solo il nulla. A volte piccoli eventi insignificanti (“..scendo a chiedere a papà se mi dà un gelato,lo vuoi?”) finalizzati solo a dare il via libera ad un nuovo infinito dialogo, traendo spunto da un nuovo oggetto introdotto in scena (“L’amore è in ogni forma. Guarda ad esempio il tuo cono gelato.”). Altre eventi mistici ai confini della realtà.

Il risultato finale è un libro veramente difficile da leggere.
Il genere deve proprio, ma proprio piacere. A noi non è proprio piaciuto e non ci sentiamo quindi di consigliarlo.

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