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LE IMMAGINI RUBATE di Manuela Costantini

Le immagini rubateTitolo: Le immagini rubate
Autrice: Manuela Costantini
Genere: Giallo
Pagine: 217
Editore: Mondadori
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In breve:
Il corpo di una donna è poggiato in un angolo. La morta ha gli occhi spalancati, un’espressione di terrore sul viso. Il cappotto è aperto, il vestito dalla fantasia floreale è un quadro astratto dipinto di un rosso scuro e s’intravede il cranio che spica rispetto al resto, in mezzo a tutto quel rosso.

Ciccone spera che l’abbiano ridotta così solo dopo averla uccisa.

Impiega un po’ di tempo prima di decidersi ad entrare. La Scientifica è sul posto; la Procura, con ogni probabilità, è stata già avvisata. Lui non vuole mettersi fretta. Anche perché continua a ricacciare in gola la saliva, ha mangiato poco e gli viene da rimettere.

Nessuna rapina, la borsa della donna è vicino al corpo, ogni cosa sembra essere al suo posto. Nessun abuso, la donna è completamente vestita e non ci sono segni riconducibili a una violenza sessuale.

Ciccone si fa coraggio e si avvicina. Fa di tutto per non guardare, ma non riesce a resistere alla visione dell’orrore, nessuno resiste. Gli occhi si orientano verso la testa della donna. Lui prova a cambiare la direzione dello sguardo, con la scusa, data solo a se stesso, di osservare la “scena del delitto” e notare particolari importanti ai fini delle indagini.

Il libro:
In città è stato commesso un atroce ed inspiegabile omicidio. Uno donna è stata uccisa, il suo cuore è stato trapassato con una lama lunga e sottile, intorno al suo cranio è presente una incisione circolare: l’assassino le ha preso lo scalpo ed ha lasciato una ciocca di capelli a fianco del cadavere a testimoniare il suo gesto.

Il commissario di polizia Pietro Cicconi ed i suoi due ispettori, Saverio Tudini e Caterina Bernabè, iniziano subito l’indagine. Il principale indagato è Fausto Minardi, un bambino imprigionato nel corpo di un adulto. L’uomo è stato nel capannone dove è stata ritrovata la donna. Ci sono le sue impronte ovunque. La sua passione per la fotografia ha inoltre del morboso: dopo essersi dedicato esclusivamente a luoghi ed oggetti, ha ora cominciato ad avere come soggetti solo uomini e donne. Parti di uomini e donne. Il suo PC è pieno di fotografie di mani, occhi.. ed anche di capelli.

Fausto Minardi è il colpevole perfetto ed a Pietro Ciccone piacerebbe tanto poter pensare che il caso abbia già quindi la sua soluzione. Ma manca l’arma del delitto e manca anche un movente, se un movente deve esserci per un delitto tanto atroce. L’avvocato Filippo Dolce, amico del commissario, è invece certo dell’innocenza del suo assistito. Lo conosce bene, è l’unica persona alla quale è riuscito a confessare il motivo per cui si commuove sempre quando inizia a piovere, ed è convinto che non sarebbe proprio capace di uccidere nessuno.

Un secondo omicidio sembra però inchiodarlo: un uomo questa volta, sempre una pugnalata al cuore con una lama lunga e sottile ed ancora è stato preso lo scalpo. Quello stesso uomo è ritratto in una fotografia scattata da Fausto. È davvero lui quindi l’assassino? Può essere stata la sua passione morbosa per i dettagli delle persone a farlo spingere oltre e volere molto più di un semplice momento di vita fissato in una fotografia? Continuerà Filippo Dolce a sostenere l’innocenza dell’uomo?

Nel frattempo Filippo dovrà occuparsi anche di altre cause: il divorzio della sua ex compagnia di classe Agnese Cerelli e la richiesta di risarcimento della sorella di lei per un incidente stradale che ha avuto luogo tempo addietro. Le due donne si portano dietro altri personaggi, altre bugie e altre cose non dette. Tutto sembra far parte di un unico incomprensibile vortice.

Il nostro commento? Ci basterebbe dire che Manuela Costantini ha vinto con Le immagini rubate l’edizione 2014 del premio Alberto Tedeschi, uno dei più prestigiosi riconoscimenti per scrittori di gialli.

A noi è piaciuto molto. La scrittrice è bravissima a coprire fino all’ultimo l’assassino.

Ogni personaggio ha le sue paure, i suoi vizi e le sue debolezze. Pagina dopo pagina crescono i sospettati. Si inizia a dubitare di tutti e si viene presi da quel vortice che solo una volta fermo rivelerà con chiarezza come sono andati effettivamente gli avvenimenti. E tutto avrà infine un senso.

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