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DEL TUO NAUFRAGARE (a Leopardi) di Michela Zanarella

Ha memoria d’infinito
quel canto stretto al tormento
d’una siepe
ed assomiglia a crepa di destino
il silenzio
che ancora riflette
l’umana sorte.
Mi scopro a comparare cieli
ed orizzonti
a pesantezze d’esistenza,
perplessa del capriccio
del vento,
di quel rantolo disperso nelle acque.
Fisso il mondo
e riconosco la dolcezza
del tuo naufragare
dove le stagioni
ripetono contorni
di un tempo teso.
Intatta l’immensità
mi concede una scintilla
che rapida si spegne
sul dorso di un confine.

Poesia di Michela Zanarella, www.michelazanarella.it

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