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Introduzione agli INNI SACRI di Alessandro Manzoni

Inni sacri di Alessandro Manzoni:
LA PENTECOSTE


Il titolo e la struttura. Gli Inni sacri sono il primo grande progetto letterario di Alessandro Manzoni successivo alla conversione religiosa, che avvenne tra il 1809 e il 1810, anno in cui celebrò il matrimonio con la moglie Enrichetta Blondel secondo il rito cattolico. Gli Inni sacri sono quindi la prima manifestazione letteraria del nuovo corso nella vita di Manzoni, che sceglie per l’appunto un tema religioso, manifesto fin dal titolo.

Il progetto originario, avviato nel 1812, prevedeva la stesura di 12 testi, ciascuno dei quali destinato a celebrare un’importante festività liturgica. A dispetto delle intenzioni iniziali, Manzoni riuscì a portare a termine solo 5 inni, tra cui la Pentecoste completata nel 1822, ben 10 anni più tardi. Restano invece incompiuti Il Natale del 1833 e Ognissanti, scritti molti anni più tardi.

Le fonti e lo stile. Abbandonata la mitologia e i moduli classicisti, Manzoni guarda ai Vangeli e ai Padri della Chiesa, ad autori sacri del Seicento francese e a Dante e Virgilio come modelli dei suoi inni. La predilezione delle fonti bibliche è dovuta non solo a un motivo stilistico (la Bibbia era considerata un esempio di stile sublime), ma a una questione di fede: in tal modo il credente ha l’opportunità di aderire alla verità cristiana, che per Manzoni coincideva con quella storica.

Per quanto riguarda il metro, l’autore rifiuta tanto la canzone quanto il verso sciolto, appartenenti a una tradizione neoclassica distante dalla sensibilità manzoniana, e ricorre a forme più popolari, vicini all’ode e alla canzonetta, ma rifacendosi a metri che ricordano l’innografia cristiana, come l’ottonario e il decasillabo, oltre al più consueto settenario, dal ritmo incalzante e quasi “cantabile” dai fedeli.

Anche la scelta del lessico guarda in una prospettiva popolareggiante: l’occorrenza di alcune parole appartenenti più alla tradizione della prosa che a quella lirica si motivano con l’idea manzoniana (e romantica) di avvicinare di più il popolo alla poesia, al fine di creare un unico corpo nazionale, all’insegna dalla tradizione cristiana. Queste particolari caratteristiche generano una poesia del tutto nuova nel panorama italiano.

I temi. La scelta stilistica non è slegata da quella tematica. L’idea di Manzoni è di creare poesia per il popolo, che possa riconoscersi come una comunità cristiana di fronte agli inni. Questi ultimi infatti, a metà strada tra la poesia propriamente detta e la preghiera, riportano al centro della materia lirica temi più vicini al popolo, accessibili senza fraintendimenti, perché basati su un linguaggio figurale tipico della tradizione cristiana, fatto di simboli e di situazioni immediatamente accessibili e comprensibili. Le celebrazioni liturgiche cristiane sono un motivo di avvicinamento e di partecipazione dei fedeli che tendono a muovere la poesia verso quell’orizzonte popolare tanto caro ai romantici.

Un’altra novità degli Inni sacri, che va nella direzione della poesia popolare, risiede nella natura corale dell’ispirazione. Manzoni non pone in primo piano l’io poetico, le proprie esperienze e i propri sentimenti, ma parla come parte di un corpo unico, si fa interprete della comunità cristiana, con la quale partecipa del mistero sacro.

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