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IL FU MATTIA PASCAL di Luigi Pirandello | Riassunto, analisi e commento

Il primo compromesso a cui deve scendere, rinunciato un poco alla sua tanto amata libertà, è quello di avere dimora stabile in una città ed il protagonista sceglie Roma. Prende così in affitto una stanza presso una famiglia composta dal signor Paleari, dalla figlia Adriana e dal cognato di lei Terenzio Papiano. Il capo famiglia è ossessionato dal pensiero della morte ed ha un forte interesse per il paranormale. Nella casa si tengono anche sedute spiritiche, orchestrate da Terenzio e da suo fratello Scipione con la complicità di un’altra inquilina, Silvia Caporale. Nonostante l’intenzione di tenersi sempre lontano da qualunque relazione, visto che il suo non esistere non può permettergli di averne, Mattia alla fine si innamora di Adriana e la ragazza sembra contraccambia il sentimento, attirando così l’antipatia di Terenzio. L’uomo infatti, per evitare di dover restituire la dote della moglie defunta, sorella di Adriana, punta apertamente a sposare la giovane.

Vedendo fallire i propri piani, Terenzio approfitta proprio di una seduta spiritica per fare rubare dal fratello Scipione a Mattia una somma di denaro pari alla dote che doveva restituire. È un duro colpo che fa vacillare la solidità del protagonista, già combattuto dai sensi di colpa per il bacio rubato ad Adriana durante la stessa seduta. Mattia si rende conto che la sua libertà si basa sulla menzogna, sente di stare prendendo in giro la povera ragazza e si accorge anche di quanto è debole e totalmente esposto alla volontà altrui: gli possono rubare tutto senza che lui possa presentare denuncia (deludendo Adriana, che sperava di poter diffamare finalmente il cognato), perché lui non esiste per la legge e non ha quindi nessun diritto.

Il colpo di grazia lo dà poco dopo a Mattia il pittore spagnolo Bernaldez, amante di Pepita, la figlia del Marchese Giglio d’Auletta per cui lavora Terenzio. Deciso a farsi odiare da Adriana così da ricevere il giusta trattamento per tutte le bugie dette, il protagonista inizia a corteggiare Pepita durante una visita presso il Marchese. Questo atteggiamento accende d’ira il pittore che sfida a duello Mattia. Il protagonista è messo ancora una volta di fronte alla sua misera condizione: non esiste e non può proprio difendersi.

La disperazione porta Mattia a vagare per tutta la notte per Roma. Il forte desiderio di suicidarsi gli dà inaspettatamente una via di fuga: simula la morte di Antonio Meis lasciando cappello e bastone sul ponte Margherita e prende il primo treno per la Liguria per vendicarsi della moglie e della suocera. Credeva di aver guadagnato la libertà ma in realtà erano le due donne ad essersi liberate facilmente di lui, riconoscendolo frettolosamente in un cadavere mezzo putrefatto.

Antonio Meis muore. Mattia Pascal è morto una seconda volta.

Prima di fare ritorno a Miragno il protagonista fa tappa a Pisa e si reimpossessa subito della vecchia immagine di Mattia Pascal: si taglia i capelli, si fa crescere nuovamente la barba ed abbandona gli occhiali. Del defunto Antonio Meis gli rimane in eredità solamente l’occhio sinistro, adesso dritto dopo che a Roma si è sottoposto ad una operazione per curare lo strabismo.

Mattia Pascal fa quindi visita al fratello Berto che ora vive a Oneglia, sempre in Liguria, nella casa avuta in dote dalla ricca moglie. Viene così a sapere che poco dopo la sua prima morte la moglie Romilda si è sposata con l’amico Pomino. Scopre inoltre che ha ora tutto il diritto di riprendersi la donna visto che, essendo ancora in vita, il nuovo matrimonio perde di validità.

Sempre più acceso dal desiderio sfrenato di vendicarsi delle due donne, ed ora anche dell’amico, Mattia parte la sera stessa per il paese natio e si reca quindi subito di corsa a casa di Pomino. Romilda, la vedova Pescatore e l’amico rimangono sconvolti dal trovarsi di fronte quell’uomo che era stato riconosciuto come morto non solo da loro ma da tutta la comunità. Mattia si prende gioco dei tre continuando a rivendicare il suo diritto di riprendersi la propria sposa. Tra suppliche, lacrime e scene di isterismo, commosso dalla vista del bambino avuto da Romilda, il protagonista ammette infine che non ha nessuna intenzione di farsi riconoscere in vita e non avanzerà quindi nessuna pretesa verso la donna. Pomino può stare tranquillo.

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