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LA COSCIENZA DI ZENO di Italo Svevo | Riassunto, analisi e commento

Commento e analisi:
La struttura: l’autobiografia e l’impianto diaristico. Il salto decisivo verso un romanzo di respiro europeo e profondamente nuovo, calato nel clima dei primi due decenni del Novecento, è dovuto proprio a un impianto non canonico, che ha rigettato del tutto l’intreccio e la fabula tradizionali, ha abolito la consequenzialità logica e cronologica degli eventi, ha frantumato la trama e ha fondato la narrazione su un relativismo radicale e un basamento inafferrabile che si disfano una volta per tutte dell’onniscienza ottocentesca. La coscienza di Zeno è un prototipo dell’antiromanzo novecentesco che rispecchia fedelmente la crisi di coscienza del nuovo secolo, la perdita di parametri interpretativi della realtà, la sfiducia in ogni oggettività. Il romanzo è una particolarissima autobiografia del personaggio, Zeno, che non intende dare un’immagine chiara e per quanto possibile oggettiva di sé, ma scrive le proprie memorie in un diario che ha la sola funzione di servire come strumento di interpretazione in vista della terapia psicanalitica cui Zeno si è sottoposto. Zeno è sollecitato in questa impresa dal Dottor S., l’analista che lo tiene in cura, un seguace delle nuove dottrine freudiane. Secondo il Dottor S., il diario è uno strumento utile per far riemergere i ricordi e porre le basi per le successive sedute di psicanalisi.

Un romanzo analitico. Gli otto capitoli in cui è suddiviso sono costituiti da una prefazione affidata al Dottor S. – in cui il dottore spiega il motivo per cui ha deciso di pubblicare queste memorie, cioè una sorta di vendetta dovuta alla recisa decisione di Zeno di abbandonare la cura –, un preambolo di Zeno in cui si espongono i motivi della scrittura dei diari in vista della terapia, i capitoli centrali che rappresentano la narrazione vera e propria, e l’ottavo e conclusivo capitolo in cui Zeno dichiara di sentirsi guarito e decide di sospendere la terapia, prendendo le distanze dalla psicanalisi, a suo parere inutile sia sul piano conoscitivo sia su quello terapeutico. Zeno racconta le sue esperienze in prima persona, fa eccezione la prefazione che, affidata appunto alla penna del Dottor S., funge da cornice. Il libro si configura quindi come un vero e proprio romanzo analitico, in cui tutto viene esposto e interpretato alla luce della psicanalisi.

I temi: la salute, il rapporto col padre, l’amore, il lavoro. I capitoli centrali del romanzo non seguono per tappe la vita di Zeno, ma procedono per argomenti: la salute (nel capitolo III, intitolato Il fumo), il rapporto col padre (nel capitolo IV, intitolato La morte di mio padre), l’amore (nei capitoli V e VI, intitolati La storia del mio matrimonio e La moglie e l’amante), il lavoro (nel capitolo VII, intitolato Storia di un’associazione commerciale). Appare chiaro l’intento dell’autore di realizzare una mappa frammentaria della vita del protagonista, in cui è il lettore a dover ritessere i fili del racconto. Infatti ogni capitolo tratta esclusivamente del tema specifico, da cui emerge pian piano il carattere di Zeno.

Il tempo misto. L’io narrante, uno Zeno ormai sessantenne che fa leva solo sui ricordi, finisce per creare ulteriore ambiguità e confusione anziché provare a mettere ordine nei fatti e nella vita dello Zeno personaggio. Il vecchio Zeno infatti non si limita a raccontare, ma commenta e interpreta accadimenti con un’attendibilità resa ancora più incerta dalle intenzioni del diario. Non bisogna dimenticare infatti che il diario serve all’analista per avere un quadro più preciso della personalità di Zeno: pertanto lo stesso Zeno commenta, ritratta, insiste su alcuni dettagli solo perché influenzato dall’intento iniziale della sua scrittura. Questa continua invasione di campo dello Zeno narratore sullo Zeno personaggio crea un cortocircuito temporale in cui presente e passato talvolta si sovrappongono, gettando ulteriore scompiglio nella già precaria cronologia degli eventi. Sebbene ogni capitolo segua una propria cronologia interna, talvolta i fatti rievocati in un capitolo si intrecciano con eventi esposti in un altro; altre volte alcuni fatti salienti di un capitolo vengono anticipati in uno precedente, tessendo una complessa rete intertestuale. Insomma, il tempo della narrazione è soggetto a fughe in avanti e a marce indietro, seguendo le trame della memoria di Zeno.

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