Footer menù

LA COSCIENZA DI ZENO di Italo Svevo | Riassunto, analisi e commento

Zeno Cosini dedica il capitolo successivo della sua bigrafia alla tormentata relazione avuta con il proprio padre Silva. I due uomini avevano da sempre avuto problemi a relazionarsi a causa di una profonda differenza di carattere: Zeno era sempre alla ricerca di un proprio miglioramento e male sopportava l’inerzia del padre, perfettamente appagato dal proprio modo di essere; Silva, arricchitosi come commerciante, male sopportava invece la mancanza di praticità e l’incapacità del figlio di costruirsi un futuro; incapacità che aveva avuto la sua più chiara espressione nel ripetuto cambio di facoltà universitaria. Spinto da questo giudizio, il vecchio Cosini fa testamento e lascia tutti i suoi averi in gestione all’amministratore Olivi così da preservare il proprio patrimonio da ogni iniziativa del figlio (che può così permettersi di non lavorare).
La malattia del padre è l’occasione per fare riavvicinare Zeno a Silva, ma anche in questo caso il protagonista riesce a dare mostra di tutta la propria incapacità: quando il padre cerca conforto nella fede si mostra freddo, giudicandola un semplice fenomeno da sottoporre a critica; non comprende subito la gravità della malattia e non chiama quindi subito un medico; al primo attacco di paralisi del padre si lascia andare ad un pianto disperato, sopraffatto dal senso di colpa per non essere mai stato comprensivo nei confronti del genitore, ed è la donna di servizio Maria a dover gestire la situazione; al dottor Coprovich che prende in cura il padre (che respirava come il treno visto in sogno) fa intendere che vorrebbe lasciar morire l’uomo senza provare nessuna cura quando in realtà la sua volontà è quella di non far soffrire il genitore e vuole per questo evitare di farlo tornare lucido (non riuscirà mai a spiegare le proprie ragioni e agli occhi del medico rimarrà quindi sempre un figlio ingrato e crudele); viene infine preso a schiaffi dal padre sul punto di morte dopo un inutile tentativo di tenerlo bloccato con la forza a letto per cercare, su suggerimento dello stesso dottor Coprovich, di facilitare la respirazione dell’ammalato che continuava invece ad alzarsi e ad aggirarsi per la stanza. È quest’ultimo episodio in particolare a sconvolgere Zeno: assiste allo schiaffo l’infermiere Carlo che interpreta e racconta agli altri il gesto come un’ultima punizione del padre contro il figlio.
Se la morte della madre era stata superata abbastanza facilmente dal quindicenne Zeno grazie al supporto della fede e alla convinzione nell’immortalità dell’anima, la morte del padre rappresenta invece per il trentenne Zeno, privo ora del conforto della fede, una vera e propria catastrofe. Il protagonista ha perso il suo riferimento, la persona alla quale doveva mostrare un proprio miglioramento e che quindi dava un senso alla sua vita. Zeno Cosini si sente un uomo finito… è tempo che si trovi nuova compagnia: una moglie.

Zeno Cosini inizia il capitolo dedicato al suo matrimonio presentando Giovanni Malfenti, un abile commerciante conosciuto al palazzo della borsa (il Tergesteo) dove il protagonista era stato mandato dall’Olivi per fare esperienza pratica nel periodo della sua vita in cui, annoiato per la propria stessa inerzia, aveva voluto provare a seguire lui stesso la gestione del proprio patrimonio (esperienza che si concluse con un forte litigio tra i due uomini e l’allontanamento del protagonista). Nonostante Malfenti si sia anche preso una volta gioco di Zeno facendogli acquistare merce deprezzata, l’uomo è visto da Cosini come un secondo padre e tra i due si instaura un forte legame.
La presunta esistenza di amico comune permette a Zeno di essere invitato a casa Malfenti, dove fa la conoscenza della moglie di Giovanni e delle loro quattro figlie, famose per la loro particolare bellezze e per avere tutte un nome che inizia con lettera A: Alberta, ritenuta subito tutt’altro che bella dal protagonista; Anna, troppo piccola per diventare sua moglie; Alberta e Ada, decisamente in linea con le aspettative. Tutte le simpatie di Cosini vanno subito a quest’ultima e l’uomo inizia così a frequentare assiduamente la casa dell’amico intrattenendo ogni giorno le donne con nuovi racconti inverosimili, che puntano a provocare ilarità, e con improbabili esibizioni al violino.

No comments yet.

Lascia un commento

Unable to load the Are You a Human PlayThru™. Please contact the site owner to report the problem.

Powered by WordPress. Designed by WooThemes

contatore accessi web