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LA COSCIENZA DI ZENO di Italo Svevo | Riassunto, analisi e commento

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Trama:
Convinto dal Dottor S. che lo ha in cura, il protagonista del romanzo Zeno Cosini inizia a scrivere una autobiografia ripercorrendo con la memoria gli episodi più importanti della propria vita. Lo scopo del professore è quello di riuscire a conoscere più approfonditamente l’inconscio del suo paziente per arrivare a comprendere finalmente l’origine della sua malattia… ma sarebbe meglio dire della sua presunta malattia.
Dal Dottor S. si viene subito a sapere che la terapia è stata interrotta improvvisamente da Zeno ed è questo avvenimento che ha spinto il professore a pubblicare per vendetta lo scritto lasciatogli dal paziente.

Dopo un breve preambolo in cui il protagonista espone i fallimentari tentativi di rievocare i ricordi della propria infanzia (prima si addormenta, poi vede immagini bizzarre come quella di una locomotiva che sbuffando trascina innumerevoli vagoni ed infine vede realmente un bimbo in fasce ma si rendere subito conto che si tratta di suo nipote nato di recente), inizia la biografia vera e propria che parte dal primo grande capitolo della vita di Zeno Cosini: il fumo. Zeno ha da sempre avuto una dipendenza maniacale dalle sigarette che ha origine sin dalla sua tenere età. A questo vizio è da sempre seguita una altra vera e propria ossessione: la necessità di commemorare con una ultima sigaretta eventi, decisioni ma anche solo semplici date ritenute degne di tale onore. Il protagonista ipotizza, senza grande convinzione, che la sigaretta sia da sempre servita come scusa per la propria incapacità (evidenziata ad esempio dai suoi continui cambi di facoltà: da legge a chimica ed infine nuovamente a legge): chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l’uomo ideale e forte che m’aspettavo? La malattia dell’ultima sigaretta viene invece ironicamente giustificata dal valore dell’atteggiamento forte e risoluto che l’ha sempre accompagnata e non è mai venuto meno: ma dove va l’atteggiamento se si tiene la promessa?

Il protagonista ricorda la prima volta che ha fumato, i piccoli furti compiuti ai danni del proprio padre prima dei soldi necessari a comprare le sigarette e poi di mozziconi di sigari, le gare con i propri amici a chi riusciva a fumarne di più nel minore tempo possibile, l’obbligo mai rispettato di evitare il fumo per guarire da un violento mal di gola, gli innumerevoli tentativi di smettere. Zeno Cosini ha infatti da sempre provato in ogni modo ad abbandonare il vizio del fumo. Il suo primo tentativo lo fa affidandosi ad uno specialista chiamato ironicamente Esculapio, come il dio della medicina nella mitologia greca, che si proponeva di guarire le malattie nervose con l’elettricità. Zeno va da lui per le sue difficoltà a digerire e dormire bene ma non riesce nemmeno a convincerlo che la causa di tutto era la nicotina. Si fa poi consigliare da un amico sovrappeso, impegnato in una cura dimagrante molto intensa, di provare a smettere evitando di dare troppa importanza al problema, di evitare di impegnarsi eccessivamente nel raggiungimento del suo obiettivo. Prova a vincerlo poi impegnandosi in una scommessa (chi riesce a stare senza fumare per più tempo) persa subito miseramente con l’amministratore del suo patrimonio, l’Olivi. Infine, su suggerimento della moglie Augusta, si fa anche rinchiudere in una casa di cura di Trieste gestita dal giovane Dottor Muli. Anche quest’ultimo tentativo risulta subito fallimentare: spinto da una crescente gelosia per la moglie (durante la sua prigionia è potenzialmente libera di incontrarsi con lo stesso Dottor Muli) e sentite le difficoltà economiche in cui si trova l’infermiera Giovanna che ha il compito di sorvegliarlo, il protagonista tenta subito di corrompere la donna; riesce con uno stratagemma a farla ubriacare facendo sempre leva sulle sue debolezze e su velate promesse di natura erotica, si fa dare delle sigarette e in ultimo anche scappa dalla clinica per fare ritorno a casa, accolto da una grande ilarità della moglie che già si aspettava questo ennesimo fallimento.

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