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IL BARONE RAMPANTE di Italo Calvino | Riassunto, analisi e commento

Se inizialmente il passaggio di Cosimo sull’alto degli alberi, sopra le loro teste, sorprende tutti gli abitanti d’Ombrosa, in breve tempo la gente inizia a farci l’abitudine e a considerarlo un atteggiamento normale. Gli stessi familiari del ragazzo, dopo alcuni tentativi fallimentari di catturarlo (Enea Silvio Carrega conduce una spedizione con scale nel giardino dei Marchesi D’Ondariva; Battista invischia un albero per farlo rimanere appiccicato), smettono di sperare che il gesto di protesta sia solo una follia temporanea e che prima o poi il ragazzo farà ritorno tra loro. L’ultimo a perdere la speranza sarà il padre Arminio, che fino all’ultimo spererà di poter avere una degna successione.
Cosimo non smetterà comunque mai di partecipare alla vita famigliare, seppur meno di frequente e sempre dal ramo più vicino alla finestra della stanza in cui sono raccolti i suoi cari.

Dopo un primo periodo, quando ancora Viola non è partita, passato a supportare anch’egli la banda dei ladri di frutta aiutandoli a trovare le migliori vie di fuga lungo i rami, Cosimo inizia a dedicare il proprio tempo a perfezionare la sua nuova condizione di vita per non cercare di non farsi mancare le comodità che aveva a terra. Comincia inoltre a seguire le attività agricole e artigianali degli abitanti di Ombrosa apprendendo più di un’arte, oltre a quella della caccia, e riuscendo anche ad ottenere quanto gli è necessario a sopravvivere in cambio di piccoli aiuti.

Sugli alberi riprende anche la propria educazione in compagnia dell’abate Fauchelafleur e inizia così a dedicarsi intensamente alla letteratura, avviando una fitta corrispondenza con i maggiori letterati e le migliori menti d’Europa. La passione del giovane per la letteratura sarà però letale per l’abate: a causa dei libri fatti acquistare dal protagonista, tra i scomunicati d’europa, l’anziano uomo verrà arrestato e morirà in carcere.
La fine del Cavalier Avvocato Enea Silvio Carrega è anche peggiore: una sera Cosimo scopre che l’uomo è una spia al servizio dei pirati, forse con l’obiettivo di poter, in cambio del servizio, ricongiungersi un giorno a Zaira, una donna che era stato costretto a lasciare nei paesi d’oriente quando era stato venduto come schiavo. Dopo una feroce battaglia, i pirati vengono sconfitti e messi in fuga. Lo zio viene decapitato e buttato in mare.

Tra le numerosa altre avventure a cui Cosimo partecipa c’è anche l’organizzazione di una squadra antincendio a protezione della valle e l’amicizia con il temutissimo capo dei briganti, Gian dei Brughi, che in realtà si mostra essere un criminale oramai totalmente in declino, interessato solamente alla lettura dei libri che gli vengono forniti dal giovane Barone. Divenuto oramai un personaggio scomodo, Gian dei Brughi verrà tradito dai compagni e finirà impiccato.

Cosimo viene avviato alla vita amorosa nel paese vicino di Olivabassa, dove conosce Ursula, figlia di nobili spagnoli costretti a vivere a loro volta sugli alberi a causa di un bando che non solo li aveva costretti ad abbandonare la Spagna ma gli proibisce inoltre di metter piede su quei territori. Revocato il bando la giovane ritorna in patria e il giovane protagonista inizia a sfogare la propria passione con numerose donne. Le leggende si rincorrono e Cosimo inizia ad essere ritenuto responsabile di molte nuove gravidanze.

Nel frattempo la sorella Battista si sposa con un Conte, il padre Arminio piovasco muore, seguito poco dopo dalla moglie Corradina, e Cosimo viene ufficialmente investito del titolo di Barone. Tutta la gestione degli affari di famiglia rimane nelle mani di Biagio; il protagonista chiede solo di poter avere a disposizione una piccola rendita.

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