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IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO di Italo Calvino | Riassunto, analisi e commento

Una sera a causa di una debolezza del Dritto, che si è invaghito della Giglia, la moglie del cuciniere Mancino, e preso dalla passione ha continuato ad alimentare il fuoco all’interno del casolare in cui sono accampati, scoppia un incendio che obbliga il distaccamento a spostarsi presso un fienile. Facile immaginare che l’incendio abbia attirato l’attenzione del nemico ed i soldati iniziano così a sentirsi già accerchiati e spacciati. Il Dritto sa di essere giunto comunque alla fine: se non morirà per mano del nemico, nella migliore delle ipotesi verrà allontanato dal comando di brigata, ma è molto più probabile la fucilazione. Ha inoltre contro l’odio di tutti i suoi che lo sanno essere il responsabile.

Giungono al distaccamento il comandante Ferriera e il commissario Kim, che oltre ad informarsi sulle responsabilità dell’accaduto (il Dritto confessa) comunicano anche i nuovi ordini: una colonna tedesca sta risalendo la vallata, per rastrellare tutte le montagne e loro devono farsi trovare pronti l’indomani mattina. Non è stato solo l’incendio a rivelare la loro posizione, c’è anche un traditore, Pelle. Il ragazzo sempre raffreddato e patito di armi, fino a poche sere prima era schierato dalla loro parte, ma lasciato il distaccamento con la scusa di andare a recuperare altre armi (e con la scommessa di trovare e sottrarre la pistola di Pin) si era presentato di sua spontanea volontà alla brigata nera e aveva fatto la spia. Il Dritto è chiamato all’azione ma non fa altro che ripetere ai due superiori che è molto malato.

Il mattino dopo tutti i soldati partono per andare in battaglia tranne il Dritto, che si tira fuori dichiarandosi ancora molto malato. Rimane così al fienile insieme a Giglia e Pin. Il bambino ha capito quali sono le intenzioni del comandante e prova anche ad armarsi con l’intenzione di unirsi alla marcia. Vuole vedere quale è la reazione dell’uomo, cerca di farlo uscire allo scoperto, ma il comandante rimane invece impassibile e continua ad ignorarlo.

Rimasto solo al fienile con la moglie del cuciniere e Pin, il Dritto cerca in tutti i modi di liberarsi del bambino mandandolo più volte a prendere dell’acqua ed infine a seppellire il falchetto Babeuf ucciso da Mancino stesso per farlo stare zitto. La battaglia inizia proprio mentre Pin sta sotterrando l’animale ed il bambino, spaventato, torna piangendo al fienile gridando aiuto. Trova così l’uomo e la donna distesi tra i cespugli con i corpi avvinghiati l’uno all’altro.

Terminata la battaglia con una ritirata strategica, che non è stata una sconfitta, tutti i soldati si ritrovano al passo della Mezzaluna. La Giglia e Pin li hanno raggiunti insieme al Dritto, che ora non ha più nessun potere sugli uomini del distaccamento: se lui desse un ordine, o se un compagno gli parlasse, certo tutti insorgerebbero contro di lui, sarebbero dette parole violente. Ma non è quello il momento: l’hanno compreso tutti, lui e gli altri, come per un tacito accordo, e continuano lui a non dar ordini né rimproveri, gli altri a fare in modo di non averne bisogno.

Pin incontra il sua amico dell’osteria Gian l’Autista che gli confida che è già stata presa la decisione di sciogliere il loro distaccamento e gli racconta anche cosa è successo in paese: gli altri frequentatori del locale li hanno fucilati o deportati in Germania; è caduta una bomba che ha distrutto quasi tutto l’abitato; sua sorella si accompagna ora agli ufficiali nazisti.
Arriva nel frattempo Lupo Rosso e racconta a tutti l’agguato che hanno teso a Pelle per vendicarsi del tradimento. Elenca anche tutte le armi che sono state trovate nel suo appartamento e la P.38 di Pin non c’è.

Pin è disperato, ha perso tutto e a breve, sciolto il distaccamento, partito anche Cugino, rimarrà da solo e senza nessun posto dove andare. Decide di sfogare questa sua disperazione sui soldati, che sente ora di odiare per il loro essere incomprensibili. Dopo aver annunciato loro lo scioglimento, canzona uno ad uno tutti i presenti dicendo loro a che battaglione saranno destinati. Arrivato il turno di Mancino il bambino lo assegna al distaccamento dei cornuti ed inventa anche una canzoncina che lo informa del tradimento della moglie. La Giglia è immobile per la disperazione; Mancino è preso da una crisi di isterismo e continua a ridere; il Dritto cerca di fare star zitto Pin torcendogli il braccio fino quasi a spezzargli le ossa.

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