Footer menù

IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO di Italo Calvino | Riassunto, analisi e commento

Nella mensa della prigione Pin viene avvicinato da un ragazzo grande e grosso con la faccia più gonfia e livida della sua, è Lupo Rosso, un mito della resistenza partigiana: a ogni colpo incassato dai fascisti, a ogni bomba che scoppia nella villetta d’un comando, a ogni spia che sparisce e non si sa dove va a finire, la gente dice un nome sottovoce: Lupo Rosso. Nonostante la drammatica situazione in cui si è cacciato, Pin continua a comportarsi come se fosse un gioco, vantandosi di essere stato fatto prigioniero per aver rubato una pistola e sognando di dar luogo ad esplosioni insieme al nuovo compagno, che vorrebbe come miglior amico.
Lupo Rosso confessa a Pin che ha un piano per scappare e decide di coinvolgerlo. Lo fa prelevare dalla cella dove era stato rinchiuso (insieme a Pietromagro, il calzolaio presso il quale Pin lavorava come garzone) con la scusa di averne bisogno per portare il barile dell’immondizia. La fuga è spettacolare: mentre Pin distrae l’uomo di guardia parlando di sua sorella, Lupo Rosso lo ingabbia nel barile; il bambino si lascia scivolare lungo il tubo di scarico di una grondaia, il ragazzo si lancia su un albero ed usa i rami per attutire la caduta. Inseguiti dalla guardie riescono infine a scappare nascondendosi dietro un grande serbatoio presso un campo di garofani. Per Pin è ancora un gioco: mentre l’altro lascia scritte propagandistiche e vuole solo recuperare la pistola del marinaio, lui scrive parolacce, traccia disegni osceni e vuole fare interessare il compagno ai nidi di ragno per capire se davvero può essere il suo grande amico.

Successivamente Lupo Rosso abbandona il nascondiglio per ispezionare l’area circostante ma non fa più ritorno. Pin si decide così ad uscire anche lui allo scoperto e torna quindi al luogo dove a nascosto la pistola, l’unica cosa che gli resta al mondo. La disotterra ma poi la la nasconde nuovamente perché si rende conto di non sapere cosa farne e, disperato, con le lacrime agli occhi, si mette infine a vagare per i campi. Un uomo grande e grosso, vestito in borghese e armato di mitra viene attirato dal suo pianto: è un partigiano di ritorno da una missione solitaria che ha portato all’uccisione di un nemico. L’omone misterioso, soprannominato Cugino, lo consola, gli dà del pane e tenendolo per mano lo porta all’accampamento del Dritto, il comandante del suo distaccamento. Cugino è sempre arrabbiato con le donne: sua moglie l’ha prima tradito mentre lui era in missione e poi, al suo ritorno, l’ha anche denunciato ai fascisti costringendolo a fuggire per i boschi.

Quando arrivano è in corso una battaglia e sono tutti assenti. La canzone bandiera rossa annuncia che i partigiani hanno vinto e i soldati iniziano così a fare ritorno. Tra di loro Pin scorge anche Lupo Rosso: il ragazzo, durante la perlustrazione nei dintorni del campo di garofani, aveva visto tre autocarri carichi di soldati tedeschi pronti per partire ed era quindi subito andato ad avvisare i compagni dell’imminente attacco, abbandonando Pin. Grazie alla sua informazione, l’agguato era stato portato dai partigiani e non invece subito.
Lupo Rosso dice a Pin che nel distaccamento del Dritto ci mandano le carogne, i più scalcinati della brigata: raggruppa tutti quegli uomini e ragazzi che rischierebbero di rovinare soldati di valore. Il distaccamento è tenuto isolato, in disparte. Non gode della fiducia della brigata. Non viene mandato in prima linea ma tenuto in retroguardia.

A Pin viene affidato il compito di fare da garzone a Mancino, il cuciniere sempre accompagnato dal suo inseparabile falchetto Babeuf (che sarà poi costretto ad uccidere con le sue stesse mani per evitare di scontrarsi con i compagni). Gli sembra di essere tornato in paese e, come fosse nuovamente all’osteria, canta sempre a squarciagola e inizia a prende in giro tutti: i suoi preferiti sono Zena il Lungo detto Bertetta-di-Legno famoso per la sua pigrizia, ed i cognati calabresi Duca, Marchese, Barone e Conte con il loro linguaggio incomprensibile. Gli altri dal canto loro giocano con lui puntando tutto sul fatto che è solo un bambino e che non può per questo prendere parte all’azione.
Per i soldati Pin nutre una grande ammirazione perché sanno storie di autocarri pieni di gente sfracellata e storie di spie che muoiono nude dentro fosse di terra. Sono inoltre diversi da tutti gli altri uomini incontrati in precedenza perché hanno sempre e solo il nemico in testa: non sanno pensare ad altro, come innamorati, e quando dicono certe parole tremano nella barba, e gli occhi luccicano e le dita carezzano l’alzo dei fucili.

No comments yet.

Lascia un commento

Unable to load the Are You a Human PlayThru™. Please contact the site owner to report the problem.

Powered by WordPress. Designed by WooThemes

contatore accessi web