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IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO di Italo Calvino | Riassunto, analisi e commento

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Trama:
Protagonista del romanzo Il sentiero dei nidi di ragno è Pin, una bambino costretto a crescere troppo velocemente: alla morte della madre, le visite del padre marinaio hanno iniziato ad essere sempre più rare fino a cessare del tutto e il protagonista vive così insieme alla sorella, una prostituta, nella sgabuzzino di fianco alla stanza dove la ragazza accoglie i suoi clienti. Pin è cresciuto in mezzo alla strada frequentando sempre e solo adulti che gli offrono da bere e da fumare, lo incitano a cantare canzoni volgari, gli raccontano storie di sesso e sangue, chiedono di sua sorella. Lui è solito scherzare con loro, canzonandoli tutti, ma si sente comunque escluso dal loro gioco misterioso fatto di parole misteriose e non si fida di loro. I bambini della sua età sono affascinati dalle sue storie d’adulto ma, incitati dalle madri, lo lasciano comunque da parte e lo escludono anch’essi dai loro giochi. Loro lo invidiano per come sa comportarsi con i grandi, lui segretamente invidia loro per i giochi ma apertamente li considera degli sciocchi. Pin è di fatto solo al mondo, evitato ed insultato da tutti.

L’unico aggancio con la sua vera età, con l’innocenza e le fantasie che la contraddistinguono, è rappresentato per Pin dal luogo dove i ragni fanno il nido (gallerie in ragnatela con cui lui gioca); un luogo magico che lui solo conosce e che è disposto a condividere solo con il suo migliore amico, se mai lo troverà.

Una sera Pin entrando nell’osteria che è solo frequentare, vede che tutti i suoi “amici adulti” sono seri, intenti ad ascoltare un personaggio misterioso al quale il bambino attribuisce il nome di Comitato: è lì nelle vesti di rappresenta del comitato per la lotta partigiana contro nazisti e fascisti. Gli uomini non sembrano proprio disposti a scherzare con il bambino e gli chiedono anzi di rubare la pistola al marinaio tedesco che frequenta sua sorella: se no non ti far più vedere
Pin prende seriamente il compito che gli hanno affidato ed approfittando del momento di intimità tra la sorella ed il marinaio, riesce ad intrufolarsi nella stanza di lei, a rubare la pistola e ad uscire in silenzio. Dopo averci giocato (puntandosela anche alla testa ed in gola) e fantasticato sul potere che gli può derivare dal possedere un’arma da fuoco, fa ritorno all’osteria godendo di già dello stupore generale di fronte al successo della sua missione. Tutti però sembrano essersi completamente dimenticati della pistola e sembrano anzi anche dubitare del personaggio misterioso incontrato in precedenza. Deluso da questo loro atteggiamento (i grandi sono una razza ambigua e traditrice, non hanno quella serietà terribile nei giochi propria dei ragazzi) decide di non dare loro il bottino e scappa disperato verso il luogo misterioso dove i ragni fanno il nido. Lì torna a giocare con la pistola e senza volerlo fa infine partire un colpo che echeggia nella notte, zittendo la natura circostante. Quando le rane tornano a gracidare e il mondo prima dato per morto torna a farsi sentire, il bambino seppellisce l’arma e fa ritorno in paese giocando con il cinturone che ha deciso di portarsi dietro. Ad attenderlo ci sono le pattuglie tedesche e fasciste armate: hanno arrestato tutti gli avventori dell’osteria e, su indicazione del marinaio, prendono anche lui e lo portano al comando.

I tedeschi sotto peggio delle guardie municipali e durante l’interrogatorio per fargli confessare dove ha nascosto la pistola, Pin non può barattare la libertà con una notte con sua sorella (che è pure presente). Viene così preso a cinghiate in faccia fintanto che non inizia ad urlare come un disperato costringendo l’ufficiale a rimandare l’interrogatorio. Mentre viene accompagnato nella prigione il bambino incontra Miscèl il Francese, il frequentatore dell’osteria che gli aveva chiesto di prendere la pistola del marinaio, arrestato anche lui ma ora lasciato libero: ha deciso di unirsi ai fascisti ed entrerà a far parte della brigata nera. Pin gli adulti non li capisce proprio.

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