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LA LUNA E I FALO’ di Cesare Pavese | Riassunto, analisi e commento

La Resistenza, la lotta sociale, la rottura dell’equilibrio iniziale., Ciò che interessa a Pavese è quindi raccontare la storia di uno smarrimento, di uno sradicamento, di un ritorno impossibile, insomma indugiare sul destino di un uomo, mostrarne il disagio dell’esistenza. La Resistenza e le ferite che la guerra hanno lasciato sulle vite degli uomini e dei luoghi sono quindi simbolo della storia e strumenti per mostrare l’impossibilità del ritorno, in una cornice che richiama il racconto epico, il mito, subordinati alle vicende di un destino individuale. Pavese è interessato a un’indagine storico-esistenziale più che alle questioni storiche e socio-economiche del luogo, che invece attraggono maggiormente il corregionale Fenoglio. Tuttavia della Resistenza Pavese riesce a raccontare con straordinaria partecipazione la disperata lotta, le implicazioni sugli abitanti delle colline, spesso semplici pedine di un gioco più grande di loro e non sempre comprensibile. La guerra e la successiva lotta sociale, inevitabile dopo i funesti anni della guerra, rendono impossibile la ricostituzione dell’equilibrio iniziale: le colline delle Langhe non sono come Anguilla le aveva lasciate e per questo motivo il protagonista decide di andarsene per sempre.

Il ruolo di Nuto. L’unico contatto tra il passato di Anguilla e il presente di un mondo a lui ormai irriconoscibile è Nuto, il clarinettista cui il narratore affida il compito di raccontare al protagonista le tristi vicende delle lotte partigiane e la fine tragica di molte persone che avevano contornato l’infanzia del protagonista. Nuto racconta con pietà e partecipazione e rappresenta il nucleo incorrotto di quei luoghi, l’unico che pur tra alterne vicende è riuscito a resistere e a rimanere lì, in un gesto di resistenza estremo. Per certi versi è l’alter ego di Anguilla, il protagonista-narratore dell’intera storia: infatti mentre Anguilla è simbolo dello sradicamento, Nuto è simbolo del radicamento, è il punto di contatto tra passato e presente: è quindi ciò che resta nel tempo.

Lo stile: tra realismo e simbolo.  Come si evince dal titolo, Pavese non si appiattisce su un realismo privo di implicazioni, anzi concependo un racconto in prima persona prende le distanze da un’oggettività che si appassiona unicamente al contesto storico-sociale del mondo che racconta, per muoversi su terreni esistenziali, per dialogare con il mito e le componenti simboliche e antropologiche. Lo stile di conseguenza segue da vicino il parlato e le formule della realtà contadina delle Langhe, in una mimesi che cerca di restituire la naturalezza di quel mondo, ma nel contempo carica di significato le usanze, le tradizioni, i riti e gli archetipi della sua gente, portandoli in uno spazio mitico e simbolico che trascende la realtà per indagarne più da vicino i tratti essenziali al di là del fatto storico.

One Response to LA LUNA E I FALO’ di Cesare Pavese | Riassunto, analisi e commento

  1. Luca Febbraio 1, 2016 at 8:32 am #

    L’ho finito ieri e non mi ha appassionato molto questo libro, non mi è piaciuto molto il modo di scrivere di Pavese. A volte è difficile capire l’utilità di certi capitoli.

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