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Parafrasi canto 28 (XXVIII) del Purgatorio di Dante

Gli antichi poeti che cantarono dell’età dell’oro
e della condizione di felicità con cui si viveva in essa,
forse videro questo luogo nei loro sogni poetici.

Qui le radici della stirpe umana conobbero l’innocenza;
qui c’è l’eterna primavera e matura ogni tipo di frutto;
questo è il nettare di cui ognuno parla.”

Mi volsi allora completamente indietro verso
i miei poeti (Stazio e Virgilio), e vidi che con un sorriso
avevano ascoltato l’ultima frase di Matelda;

tornai poi con lo sguardo alla bella donna.

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