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Parafrasi canto 28 (XXVIII) del Purgatorio di Dante

Per suo errore ci rimase però poco tempo in questo luogo;
per suo errore trasformò in disperazione ed in sofferenza
la giusta felicità e la piacevole facilità di vita.

Perché le perturbazioni atmosferiche, provocate nel mondo
terreno dai vapori rilasciati dall’acqua e dalla terra,
che tendono il più possibile verso il calore del sole,

non turbassero in alcun modo la vita dell’uomo, questo monte
si innalzò così tanto verso il cielo, ed è quindi immune
da tali perturbazioni dal punto in cui c’è la porta che lo chiude.

Ora, poiché tutta quanta
l’atmosfera ruota insieme al primo mobile,
se la sua rotazione non è interrotta in nessun punto,

anche sulla cima del monte, che è completamente libera
nell’aria in movimento, si ripercuote tale movimento, facendo
rumoreggiare i rami degli alberi, dei quali è fitta la foresta;

e le piante dell’Eden, colpite dall’atmosfera, hanno tanto
potere generativo da impregnare l’aria con la loro virtù,
e l’aria poi, nella sua rotazione, la diffonde infine ovunque;

e la terra dove vivono gli uomini, secondo la
propria fertilità ed il proprio clima, fa attecchire
e quindi crescere piante diverse di qualità diverse.

Non ci si dovrebbe quindi meravigliare sulla terra,
ascoltato ciò che ti ho appena detto, quando alcune piante
mettono radici senza che apparentemente ci sia un seme.

Devi inoltre sapere che la terra divina
dove ti trovi è piena di ogni tipo di seme,
ed è ricca anche di frutti che non si trovano sulla terra.

Il ruscello che vedi non nasce da una sorgente
alimentata dal vapore acqueo che il gelo trasforma in acqua,
come un fiume terreno che acquista o perde in portata;

ma nasce invece da una fonte immobile ed inesauribile,
che per volontà divina riacquista tanta acqua
quanto ne riversa fuori, aprendosi in due rami distinti.

Quell’acqua discende da questa parte dotata del potere
di cancellare nell’anima la memoria del peccato; dall’altra parte
con il potere di restituire il ricordo di ogni bene compiuto.

Questo suo ramo si chiama Lete; l’altro ramo della sorgente
si chiama Eunoè, e il suo potere non ha effetto
se non si beve prima l’acqua da questo ruscello:

il suo sapore è superiore per bontà a qualunque altro.
E sebbene possa ora essere ben sazia
la tua sete di conoscenza, perché io non ti riveli altro,

ti voglio comunque regalare per mia volontà una informazione
aggiuntiva; non credo infatti che le mie parole ti saranno
meno gradite, se vanno oltre ciò che ti avevo promesso.

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