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Parafrasi canto 3 (III) del Purgatorio di Dante

Nel frattempo eravamo giunti ai piedi del monte;
ci trovammo di fronte una parete tanto ripida che le gambe si
sarebbero stancate inutilmente nel tentativo di scalarla.

Il più selvaggio ed il più ripido pendio sulla costa tra Lerici
e La Turbie, è in confronto
a quella rupe una agevole ed ampia scalinata.

“Chi può sapere ora da che parte diventa meno rigido il pendio”,
disse la mia guida fermandosi pensieroso,
“così che possa salire al monte anche chi non può volare?”

Nel frattempo che, tenendo bassa la propria testa,
lui rifletteva su un possibile percorso
ed io osservavo la parte alta di quel monte,

alla mia sinistra mi apparve una folla di
anime che muovevano i propri piedi verso di noi,
pur sembrando ferme, tanto lentamente procedevano.

Dissi a Virgilio: “Maestro, solleva il tuo sguardo:
ecco arrivare qualcuno che potrà indicarci la via per salire,
se tu non riesci a trovarla da solo.”

Virgilio vide il gruppo di anime e, con espressione libera da preoccupazioni,
rispose: “Andiamo noi là da loro, perché esse
procedono troppo lente; e tu rafforza la speranza, caro figliolo.”

Quella folla di anime ara ancora lontana da noi,
anche dopo che eravamo avanzati verso loro di molti passi,
per una distanza pari a quella che un buon tiratore può coprire con un sasso,

quando le vidi stringersi tutte introno alle dure rocce
di quell’alto pendio, e stare immobili e vicine, come si sofferma
a guardarsi in giro chi procede incerto sulla via da seguire.

“Oh anime morte in grazia di Dio, spiriti ormai eletti”,
cominciò a dire Virgilio, “in nome di quella pace
che credo tutti voi vi aspettiate di ottenere,

indicateci dove la montagna diviene meno ripida,
e rende quindi possibile la sua scalata;
perché a chi ha più conoscenza più dispiace perdere tempo.”

Come le pecorelle escono dall’ovile
una, a due, a tre per volta, e le altre stanno ferme,
timorose, tenendo il muso e lo sguardo a terra;

e ciò che fa la prima lo fanno anche le altre,
stringendosi intorno a lei se lei si arresta,
docili e serene, senza sapere il perché delle proprie azioni;

così vidi io una anima muoversi la prima linea
di quella mandria fortunata, di quella folla fortunata,
umile nell’espressione del volto e decorosa nell’andatura.

Non appena le prime anime videro interrotta
in terra la luce del sole alla mia destra,
formando un’ombra che dal mio corpo arrivava fino alla roccia,

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