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Parafrasi canto 2 (II) del Purgatorio di Dante

Cantavano tutti insieme’In exitu Isräel de Aegypto’,
dando vita ad una unica voce,
con quanto è poi contenuto in quel salmo.

L’angelo tracciò poi su di loro il segno della croce santa;
le anime scesero quindi tutte sulla spiaggia e
l’angelo fu tanto rapido ad allontanarsi quanto lo fu ad arrivare.

La folla di anime che rimase lì sulla spiaggia, sembrava
non essere pratica del posto e si guardava intorno
come chi sperimenta nuove cose.

I raggi luminosi del sole arrivavano ormai da tutte le parti,
cacciando dal meridiano celeste il Capricorno
con le sue infallibili frecce,

quando la folla dei nuovi arrivati sollevò lo sguardo
verso di noi, chiedendoci: “Se la conoscete,
mostrateci la via per poter raggiungere il monte.”

Rispose Virgilio: “Voi credete
forse che noi due conosciamo bene questo posto;
ma anche noi, come voi, siamo stranieri qui.

Siamo arrivati in questo luogo poco prima di voi, attraverso
un’altra via, diversa dalla vostra, che fu tanto difficile ed
impraticabile, che la salita che ci aspetta sembrerà un gioco in confronto.”

Le anime, non appena si furono accorte della mia condizione,
del fatto che, poiché respiravo, ero ancora vivo,
impallidirono per la sorpresa.

E come intorno ad un messaggero che porta notizie,
per poterle sentire, la gente si raccoglie,
e nessuno si trattiene dall’accalcarsi intorno a lui,

allo stesso modo si misero a fissarmi tutte quelle anime
fortunate, quasi dimenticandosi dello scopo del loro viaggio,
di dover salire al monte per purificarsi dai peccati commessi.

Vidi quindi una di quelle anime avanzare verso di me
ed abbracciarmi, con un affetto tanto profondo,
che non potei fare a meno di ricambiare l’abbraccio.

Ahimè, ombre senza nessuna consistenza, se non all’apparenza!
Per tre volte strinsi le braccia intorno a lei, ed altrettante
non riuscii ad afferrare nulla e tornai a toccare il mio petto.

Credo di aver assunto quindi un’espressione di stupore;
poiché l’anima sorrise e si allontanò un poco,
ed io, per seguirla, avanzai.

Mi disse dolcemente di fermarmi, di non procedere oltre;
sentendo la sua voce, riconobbi quindi chi era e la pregai
di rimanere a parlare con me.

Mi rispose: “Tanto ti ho amato quando avevo un corpo mortale,
tanto ti amo ora che sono una anima libera: perciò, come mi
chiedi, mi trattengo; ma perché fai questo viaggio?

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