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Parafrasi canto 8 (VIII) del Paradiso di Dante

Diventata così luminosa, quell’anima (Carlo Martello) mi disse:
“La mia vita sulla terra fu breve;  e se vi fossi rimasta di più,
si sarebbero potuti evitati tanti mali che invece di verificheranno.

Ti impedisce di riconoscermi la mia gioia,
che si irradia da me e mi avvolge
quasi come fa il bozzolo di un baco da seta.

Mi hai avuto tanto in simpatia e ne avevi motivo;
perché se fossi vissuto più a lungo, ti avrei mostrato
il mio affetto non solo nelle parole ma anche nei fatti.

La Provenza, sulla riva sinistra bagnata dal fiume Rodano,
dopo che questo ha ricevuto le acqua dalla Sorga,
da tanto tempo mi aspettava come suo signore,

così come quell’angolo d’Italia compreso
tra Bari, Gaeta e Catona,
a partire dalle foci dei fiumi Tronto e Verde.

Mi brillava già sulla fronte la corona
d’Ungheria, quella terra che il fiume Danubio bagna
dopo aver abbandonato le terre tedesche.

E la bella Sicilia, che si ricopre di nebbia
tra capo Pachino e capo Peloro, lungo il golfo
che è investito con maggior forza dallo scirocco,

non perché vi sia rinchiuso il gigante Tifeo ma a causa delle
miniere di zolfo, avrebbe ancora atteso i suoi re,
miei discendenti attraverso Carlo e Rodolfo d’Asburgo,

se il cattivo governo, che è solito opprimere
i popoli sottomessi, non avesse
spinto Palermo a gridare: “A morte, a morte!”

E se mio fratello riflettesse bene sulle pericolose conseguenze,
eviterebbe l’ingorda povertà dei Catalani,
così che non gli possa poi essere nociva;

perché davvero è necessario che lui,
o un altro al suo posto, faccia in modo di non appesantire
ulteriormente la barca già carica di avidità.

Il suo carattere, avaro pur discendendo da generosi
antenati, avrebbe bisogno del supporto di funzionari
che non pensassero solo ad accumulare ricchezze per sé.”

“Poiché credo che la profonda gioia
che mi procura il tuo parlare, o mio signore,
sia vista da te in Dio, origine e fine ultimo di ogni bene,

con la stessa chiarezza con cui la vedo io,
la gradisco ancora di più; ed anche questo, che si accresca,
mi fa piacere, perché tu lo comprendi guardando in Dio.

Mi hai reso felice, ma chiariscimi ora un dubbio,
poiché le tue parole mi hanno spinto a domandarmi
come possa nascere un frutto amaro da un seme dolce.”

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