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Parafrasi canto 11 (XI) dell’Inferno di Dante

“Oh Maestro, che come il sole guarisci la vista confusa dalle tenebre,
tu mi rendi tanto più contento quanto più sciogli i miei dubbi,
così che, mi risulta piacevole non solo il sapere ma anche il dubitare.

Ma torna un poco indietro con la tua spiegazione”
dissi a Virgilio, “al punto in cui hai detto che l’usura offende
la bontà divina, e sciogli il nodo del mio dubbio.”

“La filosofia” mi rispose “, a chi la comprede,
spiega chiaramente, e non in un solo punto,
come la natura procede nel suo ordine

partendo dalla Sapienza e dal modo di operare (arte) di Dio;
ora, se tieni conto della fisica in cui credi, la fisica Aristotelica,
troverai detto, non dopo molte carte,

che il vostro modo di operare segue quanto più può la natura,
così come il discepolo segue il suo maestro; così che, all fine,
la vostra arte può essere quasi considerata nipote di Dio.

Dal modo di operare e dalla natura, se ben ricordi
quanto racconta la Genesi nelle sue prime parti, conviene
che le persone traggano sostentamento e derivino i loro progressi;

e dal momento che l’usuraio segue invece un’altra via,
disprezza sia la natura in sé stessa che l’arte che è sua seguace,
ponendo la sua speranza in tutt’altro, nel guadagno disonesto.

Ma seguimi adesso, che è il momento di andare avanti;
perché la costellazione dei Pesci è già all’orizzonte,
e quella dell’Orsa si trova per intero là dove spira il vento maestrale,

e si distende da questo dirupo andando oltre.”

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