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Parafrasi canto 5 (V) dell’Inferno di Dante

L’Amore, che esige che chi è amato contraccambi l’amare,
mi infiammò tanto forte per la bellezza di costui,
che, come puoi vedere, ancora non mi abbandona.

L’Amore ci condusse ad una stessa morte.
Ma la Caina, nell’ultimo cerchio infernale, attende colui che ci tolse la vita.”
Queste parole furono da loro pronunciate a noi.

Quando appresi la storia di quelle anime tormentate,
chinai il viso, pensoso, e lo tenni basso per molto tempo,
fino a ché il poeta mi chiese: “A cosa stai pensando?”

Quando potei rispondere, cominciai a dire: “Misero me,
quanti dolci pensieri, quanta passione
condusse costoro al doloroso passo della morte!”

Quindi mi rivolsi alle anime e fui io a parlare,
dissi: “Francesca da Rimini, le tue pene
mi strappano lacrime di tristezza e pietà.

Ma dimmi: al tempo dei vostri dolci sospiri d’amore,
con che segno ed in che modo l’Amore vi permise
di conoscere l’inespresso desiderio dell’altra persona?”

E Francesca rivolta a me: “Non c’è maggiore dolore
che quello che si prova richiamando alla memoria il tempo felice,
quando ci si trova ormai in miseria; e questo lo sa bene la tua guida.

Ma se desideri tanto conoscere il primissimo inizio
del nostro amore,
te lo racconterò, mischiando le lacrime alle parole.

Un giorno stavamo leggendo insieme, per puro piacere,
la storia di Lancillotto e di come l’amore lo infiammò;
eravamo soli e senza alcun sospetto del pericolo.

Per più volte  quella lettura spinse i nostri occhi ad incontrarsi,
e ci fece perdere colore in viso;
ma solo un punto della storia vinse la resistenza di entrambi.

Quando leggemmo che la bocca ridente di Ginevra, tanto desiderata,
venne baciata da quel tanto famoso amante,
il mio compagno, che mai potrà essere separato da me,

tutto tremante mi baciò sulla bocca.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno non riuscimmo a leggere oltre.”

Mentre uno spirito mi raccontava questa storia,
l’altro, Paolo Malatesta, piangeva; tanto che, per la pietà,
persi i sensi e svenni, come se fossi morto di crepacuore.

E caddi inerte, come cadrebbe un corpo morto.

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2 Responses to Parafrasi canto 5 (V) dell’Inferno di Dante

  1. Giovanni Marzo 6, 2014 at 7:31 pm #

    Parafrasi molto completa e soprattutto molto utile. Grazie!!!

  2. Domenico Novembre 11, 2014 at 3:03 pm #

    Grazie è stata molto utile!!!!!! 🙂

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