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Parafrasi canto 5 (V) dell’Inferno di Dante

Lei è Semiramide, della quale si legge
che sia succeduta a Nino, re Assiro, e fu prima sua sposa:
dominò le terre ora governate dal Sultano.

L’altra è Didone, colei che si uccise perché innamorata e trascurata da Enea,
e tradì il giuramento fatto sulle ceneri del marito defunto Sicheo;
l’ultima infine è la lussuriosa Cleopatra.

Vedi quindi Elena di Troia, a causa della quale tanto tempo
infelice fu trascorso in guerra, e vedi anche il famoso Achille,
che alla fine della propria vita combatté e fu sconfitto dall’amore per Polissena

Vedi poi Paride, Tristano”; e più di mille
anime mi indicò con il dito e nominò,
che a causa dell’amore abbandonarono la vita.

Dopo che ebbi udito il mio maestro
nominare le donne del tempo passato ed i cavalieri,
fui invaso dalla pietà e fui quasi turbato.

Comincia quindi a dire: “Poeta, volentieri
parlerei a quei due che vanno insieme,
e nel vento sembrano essere tanto leggeri

E lui mi disse: “Attendi che siano
più vicini a noi; pregali allora di parlarti
in nome di quell’amore che li conduce, ed essi verranno a te.”

Non appena il vento li fece curvare verso di noi,
iniziai a parlare: “Oh anime tormentata,
venite a parlare con noi, se nessuno ve lo impedisce!”

Come colombe, chiamate dal desiderio dei loro piccoli,
con le ali innalzate e ferme al dolce nido
vanno per via aerea, condotte dal proprio affetto;

così costoro uscirono dalla schiera di anime dove c’era Didone,
per venire da noi attraverso quel vento maligno,
tanto fu forte il mio grido affettuoso.

Disse una: “Oh uomo ancora, vivo dal cuore delicato e cortese,
che vieni a visitare, attraverso questa scura atmosfera,
noi che in vita abbiamo macchiato il mondo con il nostro sangue,

se Dio, re dell’universo, ci fosse amico,
lo pregheremmo perché tu possa vivere in pace,
poiché mostri pietà per il nostro male perverso.

Dicci puro che cosa vuoi udire e di cosa hai piacere di parlare,
noi vi ascolteremo e parleremo con voi volentieri,
finché il vento si mantiene quieto qui dove siamo.

Io nacqui a Ravenna, dove la terra poggia
sulla costa del mare, là dove il Po sfocia nell’Adriatico
per avere pace insieme ai suoi affluenti.

L’Amore, che subito accende il cuore gentile,
infiammò questo mio compagno attraverso quel bel corpo
che mi fu tolto; ed il modo selvaggio in cui mi fu tolto ancora oggi mi offende.

2 Responses to Parafrasi canto 5 (V) dell’Inferno di Dante

  1. Giovanni Marzo 6, 2014 at 7:31 pm #

    Parafrasi molto completa e soprattutto molto utile. Grazie!!!

  2. Domenico Novembre 11, 2014 at 3:03 pm #

    Grazie è stata molto utile!!!!!! 🙂

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