Footer menù

Parafrasi canto 27 (XXVII) dell’Inferno di Dante

Le città di Faenza (Lamone) e di Imola (Santerno) sono governate
dal signore che ha come stemma il leone su sfondo bianco,
e che cambia fazione a seconda della stagione. (guelfo in Toscana e ghibellino in Romagna)

E la città che è bagnata dal fiume Savio, Cesena,
così come si trova tra la pianura e la montagna, anche
politicamente è divisa in istituzioni libere e signoria assoluta.

Ora ti prego di dirmi chi sei: non avere meno voglia nel raccontarti
di quanto io ti abbia dimostrato di averne nel rispondere, così
che il tuo nome possa essere ricordato nel tempo, lassù nel mondo”.

Dopo che la fiamma ebbe ruggito per un pò di tempo
al suo solito modo, la punta aguzza si mosse vibrando
di qua e di là, e poi disse queste parole:

“Se sapessi che la mia risposta sta per raggiungere
una persona che deve tornare lassù nel mondo,
la mia fiamma non vibrerebbe affatto per parlare;

ma dal momento che da questo abisso mai
nessuno tornò alla vita mortale, se ho udito il vero,
ti rispondo liberamente senza temere d’incorrere nell’infamia.

Io fui un guerriero, e poi fui anche frate di San Francesco
(cordigliero), credendo, cingendomi con il suo cordone, di fare
penitenza; e sicuramente avrei raggiunto anche il mio scopo,

se non fosse stato per il Papa (che lo pigli un accidente!),
che mi fece ricadere nei miei primi peccati;
e il come e il perchè successe, io voglio che tu li sappia.

Nel tempo in cui io fui vivo, nella forma di quel corpo di carne
ed ossa che mi diede la mia madre, le mie azioni non furono
mai di persona coraggiosa come il leone, ma astuta come la volpe.

gli accorgimenti e le vie nascoste, le finzioni,
io li conobbi tutti, e li utilizzai con così tanta arte,
che la loro fama arrivò sino ai confini del mondo.

Quando mi vidi giunto in quella parte della
vita (la vecchiaia) in cui tutti dovrebbero
calare le vele e raccogliere le corde,

mi pentii di quello che prima ero così contento d’aver fatto,
e mortificato e confessato entrai in religione;
ahi povero sciocco! e mi avrebbe certamente fatto bene.

Invece ecco Papa Bonifacio VIII, il principe dei nuoi farisei,
che muove guerra contro i Colonnesi vicino a Roma, presso Laterano,
e non contro i Saraceni o contro i Giudei,

perchè tutti i suoi nemici erano invece cristiani, ma nessuno
di loro era di quegl’infedeli che avevano preso d’assalto San Giovanni
d’Acri, e nemmeno avevano mercanteggiato in terra mussulmana;

né la somma dignità di ponteficie né il sacro carattere del sacerdozio
rispettò in sè, e nemmeno in me rispettò quel cordone francescano
che è solito rendere più magro chi lo porta, per spirito di penitenza.

No comments yet.

Lascia un commento

Unable to load the Are You a Human PlayThru™. Please contact the site owner to report the problem.

Powered by WordPress. Designed by WooThemes

contatore accessi web