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Parafrasi canto 21 (XXI) dell’Inferno di Dante

Qui si nuota ben differentemente che nel fiume (di Lucca) Serchio!
Però, sta attento, se non vuoi sperimentare i nostri graffi,
non salire all’aria, sopra il pelo libero della pece nera.”

Detto ciò lo afferrarono con più di cento bastoni uncinati,
dicendogli: “Qui ti conviene ballare ricoperto di pece,
cosicché, se ti riesce, puoi rubare di nascosto come al tuo solito”.

Non diversamente i cuochi ai loro aiutanti
fanno affondare la carne in mezzo al pentolone sul fuoco
usando gli uncini, così da non farla galleggiare.

Il mio buon maestro Virgilio mi disse: “Per far sembrare che tu
non ci sia, mettiti giù basso qui dietro qualche
masso sporgente, in modo che tu abbia uno schermo che ti ripari;

io andrò verso quei diavoli e per qualsiasi offesa mi possa esser fatta,
tu non temere, perché io già conosco queste cose,
visto che anche l’altra volta mi trovai ad avere un simile contrasto”.

Detto ciò, passò al di là della testa del ponte;
e come egli giunse sulla riva del sesto argine,
sicuramente dovette far appello a tutto il proprio coraggio.

Perché, con quella furia tempestosa con cui i cani
vanno addosso al poverello che chiede l’elemosina
alla porta davanti alla quale si ferma a domandare,

così i diavoli uscirono da sotto il ponticello,
e corsero incontro a Virgilio mostrandogli i loro bastoni uncinati;
ma egli gridò loro: “Nessuno di voi faccia il traditore!

Prima che un vostro uncino mi prenda,
venga avanti qualcuno di voi che mi ascolti,
e dopo deciderete se uncinarmi, se ne avrete il coraggio”.

Tutti insieme i diavoli gridarono: “Vada Malacoda!”; perciò
uno di loro si mosse – mentre gli altri rimasero fermi -, e Malacoda
andò da Virgilio e nel mentre borbottava: “a cosa gli gioverà parlare?”.

Il mio maestro Virgilio gli disse: “Malacoda, tu credi forse
che io sia venuto qui
già sicuro di evitare tutti i vostri pericoli,

senza il divino volere e il felice fato a mio favore?
Lasciaci passare, perché nel cielo si vuole che io
mostri ad altra persona questo sentiero difficile e selvaggio”.

A quelle parole l’orgoglio di Malacoda fu così abbattuto
che si lasciò cadere ai piedi persino l’uncino che aveva tra le mani
e ai suoi compagni disse: “Fate che non venga ferito”.

E il mio duca disse allora a me: “Tu che sei nascosto quatto quatto
tra i massi appuntiti del ponte,
vieni ora qui da me senza alcuna paura”.

Allora io mi mossi verso Virgilio e lo raggiunsi velocemente;
ma vidi i diavoli farsi comunque avanti, cosicché pensai
che non avrebbero mantenuto il patto tra Virgilio e Malacoda;

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