I MALAVOGLIA di Giovanni Verga

Jan 15, 2014 by

Nel suo capolavoro, I Malavoglia (1881), Verga racconta la sventurata storia di un gruppo di poveri pescatori siciliani, ponendosi ai vertici della letteratura italiana, senza incorrere nel folklore populista che caratterizzava, e caratterizzerà, molte opere ambientate tra le classi più umili. La vicenda dei Toscano, detti “Malavoglia”, di Acitrezza è emblematica della dissoluzione di un mondo che sta per essere cancellato dall’epoca moderna…

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I SEGUACI DI IPNOS: L’IN...

Jan 9, 2014 by

Non ce la faccio.
Le parole esplodono nella mia testa ma nessuna trova la forza di uscire dalle mie labbra.
Non ce la faccio.
Ogni fibra del mio corpo freme dalla voglia di potersi muovere, ma tutto ciò che riesco a percepire è la goccia di sudore che scivola dalla mia tempia e gli occhi socchiusi a causa della luce accecante che mi investe.
Cosa vuoi da me?
Le parole muoiono sommerse da un miscuglio di urla, gemiti e lamenti che sembrano non avere alcuna provenienza se non quella della mia stessa mente…

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QUAND’ERO RAGAZZO! di Ca...

Jan 6, 2014 by

Mille anni fa, anch’io ero un ragazzetto, come voi, miei cari e piccoli lettori: anch’io avevo, su per giù, la medesima vostra età, vale a dire fra gli undici e i dodici anni.
E com’è naturale, dovevo ancor’io andare tutti i giorni alla scuola, salvo il giovedì e la domenica. Ma i giovedì, nel corso dell’anno, erano così pochi!… Appena uno per settimana! E le domeniche?… Le domeniche era grazia di Dio, se ritornavano una volta ogni otto giorni…

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IL DONO di Grazia Deledda

Dec 25, 2013 by

I cinque fratelli Lobina, tutti pastori, tornavano dai loro ovili, per passare la notte di Natale in famiglia.
Era una festa eccezionale, per loro, quell’anno, perché si fidanzava la loro unica sorella, con un giovane molto ricco.
Come si usa dunque in Sardegna, il fidanzato doveva mandare un regalo alla sua promessa sposa, e poi andare anche lui a passare la festa con la famiglia di lei.
E i cinque fratelli volevano far corona alla sorella, anche per dimostrare al futuro cognato che se non erano ricchi come lui, in cambio erano forti, sani, uniti fra di loro come un gruppo di guerrieri…

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IL VECCHIO MOISÈ di Grazia Del...

Dec 23, 2013 by

Quand’ero ragazzetta, avevamo in casa nostra un vecchio servo della Barbagia chiamato Moisè. Era il suo vero nome? Non credo; forse era un soprannome, perché realmente il vecchio rassomigliava al profeta Mosè, alto e bruno in viso com’era e con una lunga barba a riccioli; o piuttosto perché fra le altre cose egli sapeva fare certi scongiuri contro il malocchio, contro le malattie del bestiame, contro le formiche che rapiscono il grano dall’aia, contro i bruchi, le cavallette e i vermi, contro le aquile per impedir loro di rapire i porcellini, gli agnelli ed anche i bambini; e in quasi tutti questi scongiuri (in dialetto chiamati verbos , cioè parole misteriose) c’era un’invocazione a Mosè…

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LE LENZUOLA NERE DI KHLOE di V...

Dec 21, 2013 by

Le lenzuola di seta nere sfioravano la pelle nuda di Khloe, assorta nel suo letto, lontana dal mondo reale. Il suo sogno iniziò a diventare sempre più nitido. Il volto di Khloe si riempì di smorfie, il corpo disteso su un lato iniziò a divincolarsi nel letto, piano, piano il suo sogno prese vita.
C’era una donna dai lunghi capelli rosso fuoco, essi ricadevano sulla sua pelle chiara, boccoli con sfumature dorate…

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COMINCIA A NEVICARE di Grazia ...

Dec 21, 2013 by

- Siamo tutti in casa? – domandò mio padre, rientrando una sera sul tardi, tutto intabarrato e col suo fazzoletto di seta nera al collo. E dopo un rapido sguardo intorno si volse a chiudere la porta col paletto e con la stanga, quasi fuori s’avanzasse una torma di ladri o di lupi. Noi bambine gli si saltò intorno curiose e spaurite.
- Che c’è, che c’è?
- C’è che comincia a nevicare e ne avremo per tutta la notte e parecchi giorni ancora: il cielo sembra il petto di un colombo…

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CERTI ARGOMENTI di Giovanni Ve...

Dec 18, 2013 by

C’era un aneddoto che dopo più di un anno, faceva ancora le spese della conversazione alla tavola rotonda dell’Albergo di Russia, a Napoli, quando i tre o quattro ospiti che tutti gli anni solevano trovarsi al medesimo posto, dal cominciar del novembre alla fine di maggio, rimanevano faccia a faccia, col sigaro in bocca e i gomiti sulla tovaglia.
A quella medesima tavola s’erano incontrati un tale Assanti, uomo elegante ed uomo di spirito, ed una signora Dal Colle, donna elegante e donna di spirito, un po’ civetta, capricciosa e bizzarra, sul conto della quale si raccontavano certe storielle singolari, ben inteso senza provarne una sola, e che veniva ad epoche fisse, come una rondine, da Baden, da Vienna o da Parigi…

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LUCE di Giovanni Leone

Dec 16, 2013 by

Estate o inverno non fa nessuna differenza per Maria Luce. È sempre lì, seduta fuori dal basso, sotto la piccola tettoia in plexiglass. I suoi occhi neri vagabondano nel vicolo, alla ricerca di una scintilla, una briciola di ragione per ritornare nella tribù dei normali. Riccioli corvini incorniciano un viso candido, di un biancore altero che solo la città matrigna sa partorire. Il calendario segna otto anni, ma da cinque la bambina ha smesso di crescere e di parlare. Le mani non sono più capaci di afferrare un giocattolo o una posata. E i pensieri non cullano sogni o desideri…

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