Nel 1727 Antonio Vivaldi ha dedicato alla follia di Orlando una delle più
importanti creazioni del suo genio, forse le più originale ed interessante
delle sue opere teatrali. Lo straordinario fascino dell'argomento e del
personaggio fornivano al Prete Rosso quasi cinquantenne, giunto alla piena
maturità creativa e ormai profondo conoscitore dei problemi vocali e teatrali,
occasione per manifestare in pieno la sua geniale fantasia e il proprio talento
drammatico.
Orlando Furioso di Antonio Vivaldi, dramma in tre atti ispirato al poema di Ludovico fu
rappresentato per la prima volta a Venezia nel 1727 e lo stesso Vivaldi ne curò
anche l'allestimento in qualità di impresario, attività in cui eccelleva
almeno quanto in quella di musicista. Dame, Cavalieri, armi ed amori, streghe e
bestie fatate, l'intero repertorio del fantasmagorico mondo ariostesco si
ritrova nell'argomento di questo dramma per musica in tre atti, che nonostante
la sua durata coinvolge l'ascoltatore in un'esperienza d'ascolto paragonabile a
quella di uno spettacolo di fuochi d'artificio: la scrittura vocale del
"Prete Rosso" (non dimentichiamo che Vivaldi, fulvo di capigliatura,
fu ordinato sacerdote nel 1703) non differisce, infatti, da quanto compose per
gli strumenti solisti dei suoi tanto numerosi quanto meravigliosi Concerti: il
virtuosismo è alle stelle, l'agilità è prodigiosa, e la quantità di fiato ai
limiti delle umane possibilità. Il risultato è una stupefacente parata di
numeri musicali da brivido, che meglio non potrebbero restituire l'incantato
universo dell'Ariosto.