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O Simon mago, o miseri
seguaci
per oro e per argento
avolterate;
Già eravamo, a la seguente
tomba,
O somma sapïenza, quanta è
l'arte mondo,
Io vidi per le coste e per lo
fondo
Non mi parean men ampi né
maggiori Giovanni,
l'un de li quali, ancor non è
molt' anni,
Fuor de la bocca a ciascun
soperchiava
Le piante erano a tutti accese
intrambe;
Qual suole il fiammeggiar de le cose unte
«Chi è colui, maestro, che si
cruccia succia?».
Ed elli a me: «Se tu vuo' ch'i'
ti porti
E io: «Tanto m'è bel, quanto a
te piace:
Allor venimmo in su l'argine
quarto; stanca
Lo buon maestro ancor de la sua
anca
«O qual che se' che 'l di sù
tien di sotto,
Io stava come 'l frate che
confessa
Ed el gridò: «Se' tu già costì
ritto,
Se' tu sì tosto di quell' aver
sazio
Tal mi fec' io, quai son color
che stanno,
Allor Virgilio disse: «Dilli
tosto: credi"»;
Per che lo spirto tutti storse
i piedi;
Se di saper ch'i' sia ti cal
cotanto,
e veramente fui figliuol de
l'orsa,
Di sotto al capo mio son li
altri tratti
Là giù cascherò io altresì
quando
Ma più è 'l tempo già che i piè
mi cossi
ché dopo lui verrà di più laida
opra,
Nuovo Iasón sarà, di cui si
legge
Io non so s'i' mi fui qui
troppo folle,
Nostro Segnore in prima da san
Pietro
Né Pier né li altri tolsero a
Matia
Però ti sta, ché tu se' ben
punito;
E se non fosse ch'ancor lo mi
vieta
io userei parole ancor più
gravi;
Di voi pastor s'accorse il
Vangelista,
quella che con le sette teste
nacque,
Fatto v'avete dio d'oro e
d'argento;
Ahi,
Costantin, di quanto mal
fu matre,
E mentr' io li cantava cotai
note,
I' credo ben ch'al mio duca
piacesse,
Però con ambo le braccia mi
prese;
Né si stancò d'avermi a sé
distretto, tragetto.
Quivi soavemente spuose il
carco,
Indi un altro vallon mi fu scoperto. |
Oh Simon Mago, oh miserabili tuoi seguaci, che le cose di Dio, le quali devono essere sempre concesse ai buoni come spose legittime, voi avidi
unite in adulterio con chi non le merita, in cambio di oro ed argento; è giusto che suoni ora per voi la tromba della giustizia divina, dal momento che siete nella terza bolgia.
Giunti alla tomba successiva, eravamo già saliti su quella parte del ponte che sovrasta a piombo la parte centrale della fossa.
Oh somma sapienza di Dio, quanto è maestosa l'arte che mostri in cielo, in terra e nel mondo dei dannati, e quanto giustamente la tua virtù distribuisce i premi e le pene!
Io vidi che lungo i versanti e sul fondo di quella valle, le pallide pietre era completamente piene di fori, tutti tondi e della stessa larghezza.
Non mi sembravano né meno né più ampi di quelli che si trovano nel battistero del mio bel San Giovanni, fatti cove vasca ad uso dei battezzatori;
une dei quali, non molti anni fai, ruppi io per salvare uno che ci stava per annegare dentro: e siano queste mie parole il sigillo che ponga fine ad ogni diceria a riguardo.
Dall'apertura di ogni buca uscivano fuori i piedi e le gambe di un peccatore, fino ai polpacci, mentre tutto il resto del corpo era immerso all'interno.
Entrambe le piante dei piedi erano infuocate; così che, per il dolore, le giunture delle gambe si muovevano con tanta forza che anche i più tenaci legacci si sarebbero rotti.
Così come le fiammelle che si formano su di un corpo unto procedono solo sulla sua superficie, allo stesso modo bruciavano quei dannati, dalle calcagna alla punta dei piedi.
"Chi è, mio maestro, quello spirito, che si mostra dolente dibattendosi più degli altri suoi compagni di punizione", chiesi io, "e perché è roso da una fiamma più rossa delle altre?"
Virgilio mi rispose: "Se tu vuoi che io ti conduca laggiù lungo quel versante meno ripido, potrai poi avere da lui stesso notizie sul suo conto e sulle sue colpe."
Dissi io: "A me va tanto bene quanto a te possa piacere: tu sei la mia guida ed il mio maestro, sai che io non mi allontano dalla tua volontà e conosci anche i miei desideri inespressi."
Ci recammo allora sul quarto argine; girammo a sinistra e scendemmo quindi sul fondo foracchiato ed impervio di quella fossa.
La mia buona guida non mi depose dalla sua anca, su cui mi reggeva, fintanto che non mi fece avvicinare alla buca di colui che esprimeva il suo forte dolore con il moto violento delle sue gambe.
"Chiunque tu sia, che tieni la parte superiore del tuo corpo verso il basso, oh anima triste , piantata come un palo nella buca", cominciai a dire, "se puoi, parla."
Me ne stavo chino come sta il frate intento a confessare un crudele assassino, che, già capovolto nella fossa, lo ha fatto chiamare per ritardare così un poco la morte.
Ed egli mi gridò in risposta: "Se tu già qui dritto, sei tu già qui Bonifacio? La mia capacità di prevedere il futuro (come dannato) mi ha ingannato di parecchi anni.
Ti sei saziato così presto di avere quelle ricchezze per ottenere le quali non temesti di dare in sposa a tradimento la Santa Chiesa, per farne poi strazio?"
Io rimasi attonito come coloro che restano impietriti non riuscendo a comprendere una risposta ricevuta e non sapendo come rispondere a loro volta.
Disse allora Virgilio: "Digli subito: Io non sono colui che tu credi"; ed io risposi allora come mi era stato ordinato di fare.
A quella risposta lo spirito contorse totalmente i suoi piedi; poi, sospirando per la delusione e con voce rotta dal pianto, mi disse: "Che cosa vuoi dunque da me?
Se ti interressa così tanto sapere chi sono da essere sceso di corsa lungo il versante della valle, sappia allora pure che in vita indossai il santo manto papale;
e fui (Giovanni Gaetano Orsini) uno degli Orsini, così avido nel fare arricchire i miei parenti, che in terra misi in borsa tanto denaro finendo poi per mettere me stesso in questa borsa, buca.
Sotto la mia testa sono stati cacciati altri spiriti che mi precedettero sul soglio pontificio grazie alla simonia, si trovano ora appiattiti dentro ad una fessura nella pietra.
Io stesso cadrò là dentro quando giungerà qui colui che inizialmente credevo fossi te, quando ti feci quella inaspettata domanda.
Ma il tempo che ho passato io con i piedi cotti e con la testa rivolta verso il basso, è più lungo di quello che passerà lui piantato nella buca e con i piedi infiammati:
perché subito dopo di lui giungerà qui da occidente, grazie ad un operato ancora più spregevole, un pastore (Clemente V) senza legge, tale da meritare questa punizione, coprendo Bonifaccio e me.
Sarà in terra un nuovo Giasone, il cui delitto si legge nei libri dei Maccabei; e come si arrese di fronte a costui il re Antioco, allo stesso modo farà con lui il re di Francia, Filippo."
Non se a questo punto osai troppo nel rispondere all'anima dannata in questo modo sarcastico: "Dai, dimmi ora: quanto denaro pretese
il Nostro Signore da San Pietro prima di consegnargli le chiavi del regno dei cieli? Certo non gli chiese altro se non "Seguimi".
Allo stesso modo né San Pietro né gli altri apostoli tolsero a San Mattia oro ed argento, quando gli fecero prendere il posto lasciato libero dall'anima dannata di Giuda.
Perciò stattene lì, perché la punizione che ti spetta è giusta; e riguarda pure quel denaro ingiustamente sottratto che ti fece diventare un tanto coraggioso oppositore di a re Carlo.
E se non me lo impedisse la riverenza che provo per la suprema carica religiosa che tu hai rivestito nella vita lieta del mondo,
userei contro di te parole anche più dure; perché l' avarizia di voi religiosi rende triste il mondo, calpestando i buoni per esaltare i malvagi.
San Giovanni Evangelista riconobbe voi pastori quando gli fu mostrata in visione una donna che sedeva sopra le acqua ed era coinvolta in una relazione illecita con dei re;
quella donna che nacque con sette teste ed ebbe vigore, ricavò forza dalle sue dieci corna, finché suo marito si mantenne virtuoso.
Vi siete costruiti un idolo d'oro e d'argento; e che altra differenza c'è allora tra voi e gli idolatri, se non che loro ne adora uno, mentre voi ne adorate cento diversi?
Ah Costantino, quanto male generò non tanto la tua conversione al cristianesimo, quanto quella donazione che ricevette da te il primo papa, che hai arricchito!"
Mentre gli cantavo questa bella musica, lo spirito dannato, spinto da ira o dalla propria coscienza, scalciava forte con entrambi i piedi.
Credo che a Virgilio fossero piaciute le mie parole d'accusa, dal momento che rimase con espressione compiaciuta ad ascoltare il suono di tutto le parole schiette che pronunciai.
Mi strinse perciò con entrambe le braccia; e dopo avermi completamente sollevato sopra il suo petto, risalì il pendio lungo il sentiero seguito prima per scendere.
Non si stancò di tenermi ben stretto a sé, ma mi condusse in questo modo fino alla sommità dell'arco dello scoglio che fa da ponte dal quarto al quinto argine.
Giunto lassù, ripose il suo carico delicatamente, in modo delicato a causa dello stato di quello scoglio, tanto ruvido e ripido che sarebbe stato duro da scalare persino per le capre.
Da lassù mi fu visibile un altro vallone. |
